NON TI SPORCARE

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Cosa è il revenge porn

Il cosiddetto revenge porn, o diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, rappresenta un fenomeno criminale caratterizzato dalla divulgazione non consensuale di contenuti intimi, spesso come forma di vendetta dopo la fine di una relazione sentimentale.

Può configurare quattro diversi reati, a seconda delle modalità di diffusione e del tipo di soggetto raffigurato:

Art. 612-ter c.p. – Diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite: Reato principale che sanziona con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000 chi realizza, sottrae o diffonde immagini o video sessualmente espliciti destinati a rimanere privati, senza consenso della persona rappresentata.

Il delitto si consuma con il primo invio e la pena è aumentata se commesso dal coniuge, ex partner o attraverso strumenti informatici.

Art. 600-ter c.p. – Pornografia minorile: Si applica quando il materiale coinvolge soggetti minori di diciotto anni.

Punisce chi produce, divulga, diffonde o pubblicizza materiale pornografico minorile con reclusione da sei a dodici anni e multa da 24.000 a 240.000 euro.

Art. 600-quater c.p. – Detenzione di materiale pornografico. Sanziona la consapevole detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minori di diciotto anni, con reclusione fino a tre anni. Si applica anche alla semplice conservazione di immagini intime di minori, indipendentemente dalla loro diffusione e dalle modalità con le quali sono realizzate.

Art. 612-quater c.p. – Illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale. Reato in vigore dal 10 ottobre 2025, che sanziona con la reclusione da uno a cinque anni chi cede, pubblica o diffonde, senza il consenso della persona rappresentata, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità.

Cosa fare se si è vittime di revenge porn


• Richiesta di aiuto: informare immediatamente genitori, parenti o persone di fiducia dei fatti avvenuti.
• Denuncia alle autorità: presentare querela entro sei mesi alle Forze dell’Ordine o alla Procura della Repubblica, fornendo tutti gli elementi di prova disponibili (screenshot, conversazioni, testimonianze).
• Segnalazione al Garante della Privacy: l’art. 144-bis del Codice della Privacy consente di segnalare al Garante il pericolo di diffusione di contenuti intimi; il Garante decide entro 48 ore ordinando la rimozione del contenuto dalle piattaforme digitali.
• Tutela civile: richiedere il risarcimento del danno subìto, nell’ambito del processo penale o agendo in sede civile.
• Conservazione delle prove: Documentare immediatamente la diffusione mediante screenshot e registrazioni, evitando di cancellare le conversazioni che possono costituire prova del reato.

IL TUO CORPO DEFINISCE LA TUA PERSONA, A TUA UNICITÀ. È IL MEZZO PER VIVERE NEL MONDO, NON PERMETTERE CHE SIA UNO STRUMENTO PER USARTI E GIUDICARTI!

LA PORNOVENDETTA

La pornovendetta è una forma di violenza a tutti gli effetti con conseguenze devastanti per le vittime.
In molti casi si verifica a seguito della fine di una relazione amorosa e la divulgazione di immagini intime ha principalmente lo scopo di punire, vendicarsi e infliggere dolore all’ex partner.
Rabbia, gelosia, perdita di controllo, ricatto, bullismo molestie sono solo alcune delle emozioni e motivazioni che definiscono la pornovendetta.
Questo fenomeno porta a focalizzare la nostra attenzione sulle dinamiche di potere e di genere nella società; sulla mascolinità tossica che si inserisce nella visione dell’egemonia maschile e la sottomissione femminile; la donna vista solo come oggetto sessuale.
I traumi emotivi conseguenti a questo fenomeno possono persistere nel tempo e influenzare significativamente la vita quotidiana delle persone colpite.
Tra le conseguenze emotive più notevoli ritroviamo ansia, stress, senso di colpa, vergogna, umiliazione, basso livello di autostima, imbarazzo, isolamento sociale, difficoltà nelle relazioni future, disturbo post traumatico da stress, pensieri suicidi.
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Piattaforma interattiva " Moduli Rosa"

Piattaforma interattiva " Moduli Rosa"

La piattaforma interattiva ” Moduli Rosa” nasce con l’obiettivo di costruire una piattaforma di formazione e-learning per tutte le professionalità che a vario titolo entrano in contatto con i minori vittime di violenza assistita o con i minori orfani di crimini domestici.

Partendo dai dati di letteratura nazionale ed internazionale, ci si pone l’obiettivo di individuare i fattori di rischio e i fattori di protezione/resilienza significativi nelle condizioni di violenza assistita e di valutare gli esiti psicopatologici sul minore.

La piattaforma è articolata in moduli formativi e consente  agli utenti di verificare le competenze via via acquisite.

CORSO DI FORMAZIONE VOLONTARIE E OPERATRICI CENTRI ANTIVIOLENZA

CORSO DI FORMAZIONE VOLONTARIE E OPERATRICI CENTRI ANTIVIOLENZA

Telefono Rosa di Mantova in collaborazione con le Associazioni in rete di Castel Goffredo propone “Diventare volontarie”, un corso di formazione per le donne che desiderano diventare volontarie e operatrici di centri antiviolenza.

Il corso verrà presentato a Mantova sabato 12 giugno 2021.  Inoltre, vi sarà una presentazione a Castel Goffredo sabato 19 giugno 2021, grazie al supporto del Circolo ACLI locale: “Il Gelso – APS”, nell’ambito del progetto “Più cultura = meno violenza!”, finanziato da Regione Lombardia e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In osservanza delle norme anti-Covid vigenti, la partecipazione ad entrambi gli incontri sono soggette a prenotazione. 

Gli incontri di formazione inizieranno, previa raccolta delle adesioni, l’11 settembre 2021. Qui il programma completo.

Per informazioni e iscrizioni: telefonorosamantova@gmail.com

PROGETTI LAVORO PER L'AUTONOMIA

PROGETTI LAVORO PER L'AUTONOMIA

I PROGETTI LAVORO 2019

nei percorsi di uscita dalla violenza, il lavoro è vitale. nel 2019 abbiamo voluto dare massimo rilievo alla dimensione dell’autonomia che, per una donna vittima di violenza, è garanzia di libertà.

 

WAW - WOMEN AT WORK - ORIENTAMENTO AL LAVORO

Il lavoro è un punto chiave per le donne che decidono di uscire da una relazione violenta. Senza una autonomia economica è impensabile ricominciare da sé.

Uscire da una relazione violenta ha un costo materiale e implica una riorganizzazione della propria vita. Sostenere le spese di separazione, trovare una nuova casa, trasferirsi altrove, garantire le risorse per mantenere i figli.

Molte donne sono costrette a lasciare il lavoro perché la violenza subita causa ritardi ingiustificati o assenze per “malattia”; molte donne perdono il lavoro perché indotte o minacciate dal loro partner maltrattante; molte donne perdono il lavoro perché perdono la stima di sé; molte donne non hanno mai lavorato. Tutte le donne vittime di violenza devono affrontare un difficile percorso di auto-valorizzazione e auto-determinazione per una rinascita personale che non può prescindere dall’indipendenza economica.

Lo sportello di orientamento al lavoro è pensato come spazio neutro in ambiente protetto. Uno spazio preliminare al mondo del lavoro. Uno spazio dove la donna possa ridisegnare i propri obiettivi e sentirsi motivata nel perseguirli.

Co-progettiamo un piano per il futuro mettendo in campo questi strumenti: 

  • (cosa so fare) –  bilancio delle competenze tecniche e trasversali

  • (cosa vorrei fare) –  ipotesi di riqualificazione & formazione
  • stesura curriculum e lettera di presentazione
  • screening annunci & ricerca attiva
  • (consulenza) – i diritti delle lavoratrici
  • (consulenza) – gestione domande di congedo per le vittime di violenza di genere
  • (consulenza) – accesso agli ammortizzatori sociali a sostegno del reddito

PROGETTO CASA - LAVORO: UNA RETE DI APPOGGIO PER USCIRE DALLA VIOLENZA

OTTOBRE 2018 - DICEMBRE 2019

definito ai sensi della d.g.r. Del 18/12/2017 e in attuazione del d.p.c.m. del 25/11/2016 al fine di realizzare interventi finalizzati all’inserimento lavorativo e all’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza, con il Comune di Mantova in qualità di capofila della rete interistituzionale antiviolenza.

Il progetto ha coinvolto due Centri Antiviolenza Telefono Rosa Mantova e Centro Aiuto alla Vita, i Servizi Sociali e i Servizi Abitativi del Comune di Mantova, Sol.co Mantova Solidarietà e Cooperazione s.c.s con la finalità di realizzare percorsi di autonomia e inclusione socio-lavorativa delle donne vittime di violenza.

Relativamente all’attuazione degli interventi per l’inserimento lavorativo e in collaborazione con Sol.Co Mantova – Solidarietà e Cooperazione S.C.S, partner accreditato ai servizi per il lavoro, le donne destinatarie del progetto sono state accompagnate in un processo di valorizzazione a forte valenza ri-motivazionale finalizzato alla co-progettazione di singoli percorsi personalizzati per un nuovo progetto di vita. Nella logica della co-produzione, le donne sono state chiamate a rendersi protagoniste di una fase iniziale di orientamento e di affiancamento che si è poi definita, a seconda delle esigenze e degli obiettivi emersi, nell’attivazione di corsi di formazione professionalizzanti o tirocini di inserimento lavorativo ai fini assunzione.

Relativamente all’attuazione della Linea di interventi per l’autonomia abitativa, e in collaborazione con i Servizi Abitativi e con Aster e Aler sono stati definiti e attivati specifici percorsi individualizzati e finalizzati alla ricerca di una soluzione abitativa fissa o temporanea presso unità di edilizia residenziale pubblica, housing sociale o appartamenti nel libero mercato a canone concordato/calmierato.